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Renato Savoldi (1918–1976)

Renato Savoldi negli anni Quaranta (Fotografia di ignoto, Archivio Eredi)

Renato Savoldi negli anni Quaranta (Fotografia di ignoto, Archivio Eredi)

Renato Savoldi nacque a Bergamo il 29 giugno 1918, energico e vitale primogenito del pittore e affreschista Nicola Savoldi – attivo a Nembro nel ramo del commercio di legnami e dell'industria di laterizi, sulla cui opera artistica sono apparsi saggi in diversi volumi – e di Maria Dionisia Bena, sposata in seconde nozze. Dall'unione nacque anche la sorella Edsilde.

Renato iniziò gli studi di pittura con il padre, finché poco prima dello scoppio della II Guerra Mondiale fu militare in Friuli Venezia–Giulia. Mentre era militare, si diplomò geometra a Udine da privatista. In Friuli, a Camino al Tagliamento, conobbe la futura moglie Mafalda Zanin (1926–2010) e la sorella di lei Maria (1921–2008), provenienti da un'antica famiglia di proprietari terrieri, della quale un ramo s'era distinto nella fabbricazione d'organi. Mafalda fu una donna di vaste letture e appassionata viaggiatrice, mentre Maria, che pure si trasferì a Nembro seguendo la sorella, fu presenza instancabile nello studio tecnico di Savoldi.

Partigiano nelle Brigate Osoppo, fece ritorno a Nembro insignito della Croce di Guerra. In Bergamasca e a Roma fu occupato in settori pubblici di rilievo: per 16 anni Consigliere Nazionale dei Geometri presso il Ministero di Grazia e Giustizia (e segretario per 3), Membro del Comitato Permanente della Fédération Internationale des Géomètres dal 1957 al 1966, fu vice–presidente della Comunità della Valle Seriana, membro del CDA dell'Istituto Autonomo Case Popolari, membro del CDA dell'acquedotto Sponda Sinistra del Serio, fu presidente dell'Azienda Autonoma di Soggiorno di Selvino e Console del Touring Club. Amico della famiglia Moscheni, ne amministrò per anni i beni, come pure del ramo della famiglia Crespi stabilitosi a Nembro. Durante la crisi economica degli anni Settanta ebbe un ruolo centrale nel salvataggio del cementificio nembrese Cugini S.p.a., il cui fallimento sembrava ormai certo, impegnandosi nel far erogare un finanziamento dal Credito Bergamasco per tramite del rag. Aldo Farina, allora presidente dell'Istituto bancario.

Giornalista pubblicista e corrispondente per vari giornali, presidente della Polisportiva nembrese, fu intimo di Casa Roncalli, avendo avuto una parte di tutto rilievo (quanto tenuta oscura per suo volere) nello sviluppo di Sotto il Monte dall'inizio del papato di Giovanni XXIII. Nel 1967 fu insignito della Commenda della Repubblica da Giuseppe Saragat.

Appassionato di letteratura (fu sottile conoscitore di Ippolito Nievo), scrisse in gioventù numerose novelle pubblicate su riviste sotto lo pseudonimo di Alvaro De Sinto (anagramma del suo nome). Fu un fine numismatico. Coltivò la passione per la fotografia e per le riprese in pellicola, lasciando un ricco corpus tanto di foto e diapositive quanto di bobine, che testimonia dei suoi numerosi viaggi, effettuati con la fervida curiosità e l'interesse che lo contraddistinguevano.

Scomparve improvvisamente a Nembro all'età di 57 anni la notte del 6 febbraio 1976, nel pieno di un'intensa e viva carriera. È sepolto nella cappella di famiglia nembrese.

Dall'unione con Mafalda Zanin nacquero tre figlie: Maria Antonietta, Donatella e Nicoletta. Donatella è sposata con Pierangelo Agazzi: ambedue sono laureati in Lettere Antiche. Nicoletta, laureata in Filosofia e Storia, è sposata con Renato Agazzi, dottore in Biologia.

Nel 1957, dopo la tragica scomparsa della sua primogenita Maria Antonietta di 9 anni, Renato aveva istituito la Fondazione Savoldi, oggetto di una tesi di laurea nel 2005, che oggi eroga agli studenti universitari nembresi – distintisi per meriti – una borsa di studio.

Riferimenti bibliografici sull’attività letteraria di Renato Savoldi:

Ce fastu? Rivista della Società Filologica Friulana “Graziadio I. Ascoli”, voll. 15-17, La Società, 1939

Renato Savoldi, Difendere le caratteristiche di Città Alta, Gazzetta di Bergamo, 3.1952, 7, 21-22.

Riferimenti bibliografici sull’attività partigiana di Renato Savoldi:

Osvaldo Gimondi, La nuova alba è anch'essa rossa di sangue e cupa di odio, Centro Studi Francesco Cleri, Sedrina, 2018

Da Nembro, Marzo 1976, Anno LXIV - N. 3:

Renato Savoldi

Nella notte tra il 5 e il 6 febbraio, in seguito ad embolia, si è spento improvvisamente il geometra Renato Savoldi, personalità di primo piano non solo nella vita nembrese ma anche in quella della provincia orobica e figura assai conosciuta anche oltre i confini bergamaschi. Il suo dinamismo, la sua intelligenza, la sua preparazione nel campo specifico della professione prescelta e la non comune sensibilità ai problemi del nostro tempo lo avevano portato ad occupare posizioni di notevole rilievo in diversi organismi e a farsi ovunque apprezzare per l'oculatezza e la tempestività dei suoi interventi, delle sue proposte, dei suoi rilievi. Uomo instancabile, dunque, e inserito a pieno ritmo nel pulsare frenetico della vita dei nostri giorni: proprio questi fatti hanno contribuito ad alimentare il senso di doloroso stupore diffusosi in paese insieme con la notizia del suo decesso. Come era potuto avvenire? Era così pieno di vitalità, di energia! E in effetti così era stato. Fino all'una della notte del 5 febbraio era rimasto impegnato in riunioni nell'ambito di organismi direttivi di enti locali: e si era comportato come sempre, con ricchezza di apporti e autorevolezza di presenza. Verso le 3 accusò i primi sintomi del male; e con la sua indomabile energia volle personalmente interpellare i medici sulle cure possibili. Purtroppo però l'attacco che l'aveva colpito era destinato all'esito fatale; le premure dei familiari, le cure dei sanitari non sono servite a nulla. Neppure un ricovero urgentissimo in ospedale otteneva effetti. Renato Savoldi spirava sul far del giorno mentre veniva riportato nella sua abitazione di via Tasso. Aveva 57 anni. E si può ben dire che li avesse spesi tutti con una vita intensa, febbrile, ritmata sui tempi di un'attività poliedrica. Uscito da una delle famiglie più antiche e conosciute di Nembro, si era diplomato a Udine durante il servizio militare prestato nel corso dell'ultimo conflitto (gli era stata fra l'altro conferita la Croce di guerra). Nella città friulana aveva anche partecipato alla Resistenza ed era stato anzi eletto Presidente del CLN. Là aveva anche conosciuto colei che poi sarebbe diventata sua moglie. Rientrato al paese natale aveva aperto un ufficio di libero professionista e grazie alle sue doti e alle vaste conoscenze, era riuscito a fare progressi rapidissimi nella attività. Aveva quindi cominciato a partecipare intensamente alla vita pubblica ricoprendo svariatissime cariche. Era stato più volte consigliere e assessore del Comune di Nembro, membro di numerose commissioni. Fuori paese era stato Commissario del Consorzio per l'Acquedotto della Sponda sinistra del Serio; presidente per 5 anni dell'Azienda Autonoma di Soggiorno di Selvino, componente il Consiglio direttivo dell'Ente provinciale per il turismo, membro del consiglio di amministrazione dell'Istituto Case Popolari di Bergamo, componente di Commissioni edilizie e urbanistiche del comune di Bergamo e provincia. Subito dopo la guerra era stato anche uno dei promotori della ricostituzione del Collegio provinciale dei Geometri di cui aveva fatto parte per un triennio prima come Membro, poi come Segretario, finché, nel 1954, era stato nominato Membro del Consiglio Nazionale dei Geometri presso il Ministero di Grazia e Giustizia divenendone poi Segretario nazionale e Direttore della rivista "Il Geometra Italiano". Aveva partecipato ad innumerevoli Convegni nazionali e internazionali della categoria in rappresentanza del Consiglio dei Geometri. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti nella categoria dei pubblicisti, aveva collaborato a giornali e riviste con articoli di varia natura, ma specialmente attinenti alla sua professione; aveva scritto però autorevolmente anche su altri argomenti. Era molto appassionato dello sport; presiedeva da alcuni anni la Polisportiva Nembrese; era immancabile allo stadio di Bergamo in occasione delle partite di campionato dell'Atalanta, anche come corrispondente di giornali sportivi. Insignito della Commenda della Repubblica, era vicepresidente della Comunità Valle Seriana. Le molteplici attività e la pluralità degli interessi non lo avevano mai distolto dall'attenzione e dall'amore per la sua famiglia; e uno dei più grandi dolori della sua vita fu la tragica morte della figlia Maria Antonietta, uccisa all'età di 9 anni in un incidente stradale mentre si recava a scuola. Nel suo ricordo Renato Savoldi aveva voluto dar luogo a quella fondazione che in questi anni ha consentito di premiare la bontà di alunni delle nostre scuole elementari e di elargire borse di studio a giovani meritevoli. Era questa una delle sue presenze più significative nella vita del paese. Ma non l'unica. Appassionato di vicende locali era stato tra i più appassionati sostenitori dell'opportunità di redigere una storia di Nembro. Fu tra gli animatori del Club Enea Talpino - la prima iniziativa culturale nata a Nembro - e del Centro Culturale. Nelle manifestazioni più diverse sapeva essere oratore efficace e suadente. Sostenne la difesa del patrimonio culturale e artistico del nostro paese. Aveva avuto l'incarico della amministrazione di beni della famiglia Crespi a Nembro e in altre località della Valle Seriana; e in questi ultimi anni s'era prodigato con la sua preparazione professionale e con la sua esperienza per favorire la soluzione della complessa vicenda del villaggio Crespi, pur tra difficoltà e incomprensioni. Era uomo cresciuto nel solco dei principi cristiani, puntuale nella pratica religiosa, di carattere aperto e cordiale. I funerali svoltisi nel pomeriggio di domenica 8 febbraio hanno dimostrato, nella foltissima partecipazione di folla giunta in gran numero anche da fuori, quanto egli fosse conosciuto e stimato e quale cordoglio avesse destato la sua inopinata scomparsa. La vedova, signora Mafalda, con le figlie e i familiari, desidera esprimere la più viva gratitudine a quanti con visite di persona alla salma, con scritti o intervenendo direttamente ai funerali, hanno testimoniato la loro partecipazione al lutto e solidarietà nel dolore. Un grazie rivolge anche ai sanitari e a quanti nei momenti estremi si sono prodigati nel tentativo di portare aiuto al consorte.

Alvaro De Sinto
Vacanze in campagna

Si pubblica in questa sede per la prima volta dopo circa 60 anni, una novella di Alvaro De Sinto (pseudonimo di Renato Savoldi e anagramma del suo nome), conservata in forma di dattiloscritto. Savoldi, appassionato di letteratura e uomo di vaste letture, scrisse in gioventù numerose novelle, pubblicate su giornali e riviste durante la II Guerra Mondiale, dei quali s'è persa traccia. Nel racconto si assiste ai conflitti irrisolti di un adolescente borghese innamoratosi di una ragazza di campagna, ma incapace di confessarlo a se stesso, al punto di gioire per la risoluzione della ragazza nello sposare un antico pretendente.

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CV di Renato Savoldi

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Ricordo di Renato Savoldi

Vittorio Caneva Zanini: “Ricordo di Renato Savoldi”, 1976.

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Felicitazioni'55

Facsimili dei biglietti di felicitazioni per la nomina a Consigliere Nazionale dei Geometri presso il Ministero di Grazia e Giustizia.

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Lettera di Angelo Pasinetti

Lettera di Angelo Pasinetti, presidente della Comunità Montana Valle Seriana, a Mafalda Zanin-Savoldi, a un anno dalla scomparsa di Renato Savoldi, 1977.

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Oggi a selvino il ministro Folchi visita gli impianti del centro turistico

Da “Il Giornale del Popolo”, 9 luglio 1961 (Archivio Eredi)


Alcuni scatti fotografici in Sicilia, 1962

Una selezione di scatti fotografici particolarmente suggestivi realizzati da Renato Savoldi durante un viaggio in Sicilia nel 1962

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Alcune opere di Renato Savoldi e altre fotografie

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